Centro Natura Vallemaggia

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Cosa vuoi scoprire?

Qui di seguito trovate una lista di attività organizzate secondo grandi tematiche, scelte arbitrariamente ma che dovrebbero potervi orientare. Tutte le proposte sono già state sperimentate da chi le propone e quindi ritenute molto valide, ma non tutte sono adatte a essere svolte in un momento e in un luogo qualsiasi! Provate e fateci sapere come le avete vissute!

Categorie di attività:

Animali
Attività espressive
Bosco
Cosa fare in un giorno di pioggia
Costruire con la natura
Cucinare con la natura
Disegno e natura
Escursioni notturne
Funghi e spore
Giochi sensoriali e giochi per giocare
Osservazione della flora
Per conoscersi
Sassi e compagnia
Verificare nozioni apprese

                


ANIMALI

Microzoo

Un'attività che piace sempre tanto e che può durare anche parecchio tempo a seconda dell'interesse e della curiosità dei partecipanti. A gruppi o singolarmente si parte alla ricerca di qualsiasi animale, naturalmente di dimensioni ridotte, cioé insetti, lombrichi, ragni,... e le "prede" catturate vengono sistemate in vasetti di plastica o vetro trasparente, magari capovolti su di un telone bianco, non permettere ai prigionieri di fuggire. Si può anche prevedere delle piccole scatoline di plastica trasparente. L'ideale è poter determinare man mano quanto viene raccolto, scrivere su un bigliettino il nome dell'animale e sistemare il foglietto nel recipiente o in modo che si capisca a cosa faccia riferimento. Così facendo si evita di perdere molto tempo alla fine quando tutti vogliono sapere (contemporaneamente) come si chiamano le proprie prede! Ricordarsi di avere il massimo rispetto dei poverini che sono caduti nelle nostre mani... e di rilasciarli in seguito nello stesso posto in cui li abbiamo trovati!!!

   

ATTIVITÀ ESPRESSIVE

Immedesimarsi nella natura (cemea)

Segliete un animale, pianta, albero, roccia, montagna o qualsiasi altro elemento naturale e cercate di identificarvi con esso. Coordinate corpo e immaginazione per sperimentare l'esistenza, i movimenti e le sensazioni della forma terrestre che avete scelto. Concentratevi: quanto più riuscirete con tutto il vostro essere ad immedesimarvi tanto più assumerete il carattere del soggetto prescelto. Cercate ad esempio di essere un serpente o una lumaca che strisciano per terra, oppure rappresentate il ciclo vitale di una betulla (seme-germoglio-pianta-decadimento-caduta al suolo), un pesce, un insetto, una rana… o semplicemente un albero mosso dal vento. Lasciatevi ispirare da quello che vedete attorno a voi.

Variante: anche l'esperienza in gruppo va bene: ci si sentirà meno imbarazzati vedendo che tutti gli altri attorno stanno facendo qualcosa di simile.
Ci si può dividere in due gruppi e l'uno cerca di indovinare in che cosa l'altro si sta immedesimando.


BOSCO

L’entrata nel bosco

Per imparare il rispetto nei confronti del bosco, parlare ai bambini della “casa del signor bosco” prima di entrarci. In questo modo si possono immaginare tante situazioni: la porta della casa è chiusa a chiave, ma si tratta di una chiave speciale, molto personale, ogni bambino può trovare la sua perché è sufficiente un oggetto naturale che ci piaccia; prima di entrare, pulire i piedi su di un immaginario zerbino, e all’aprire la porta chiedere “c’è nessuno? Buongiorno signor bosco, possiamo entrare?” e via dicendo. Parlare ai bambini delle tappezzerie e dei tappeti preziosi del signor bosco, dei soprammobili e delle tendine… ed invitarli ad entrare in sala di aspetto o in cucina a seconda del tipo di attività da svolgere. Ricordarsi, prima di uscire dal bosco, di ripetere lo stesso rituale: controllare che tutto sia come lo abbiamo trovato (a nostra mamma non piacerebbe che gli amici in visita distruggessero i mobili o gettassero le cartacce per terra!) salutare e ringraziare il signor bosco per l’ospitalità, promettere che ritorneremo, chiudere la porta dietro di noi.

Ecosistema bosco

Ecosistema: unità di base della natura, insieme delle società che vivono nei loro spazi vitali. Caratteristiche dell’ecosistema forestale:

La vegetazione del bosco si organizza per strati: lo strato muscinale, lo strato erbaceo, lo strato arbustivo e lo strato arborescente; dalla cima degli alberi all’estremità delle radici il bosco è uno spazio vitale per numerosi animali; il suolo del bosco è molto di più che un semplice supporto. Da’ alla vegetazione sali minerali, acqua ed offre la possibilità di ancorarsi. Agli animali apporta alimenti e rifugio, gioca un ruolo di filtro e di tampone.

Per conoscere meglio e comprendere la struttura verticale di un bosco si può proporre un’attività semplice ma dinamica: tra due alberi non troppo distanti tendere 4 cordicelle a 5 cm (strato muscinale), 20 cm (erbe), 50 cm (arbusti) e 1m 50 (alberi). Chiedere ai bambini di partire alla ricerca di materiale vegetale o minerale e in seguito capire da dove provengono, a che strato appartengono. Naturalmente certe foglie, rametti o frutti possono lasciare dubbio sulla loro provenienza, ma in genere una breve discussione permette di sistemare i vari elementi nello strato corrispondente, con l’aiuto di pinzette da bucato. SI può anche fare il confronto con una casa, la casa del signor bosco, ed ogni strato diventa così un piano. Il suolo si può considerare come una cantina, ecc. Continuare poi l’attività con gli animali. Dato che non è molto umando appendere degli animali ad un filo, si propone di disegnarli!

In conclusione, ricordare magari certi concetti quali:

Sviluppare il senso di rispetto del bosco

A gruppi, i bambini si mettono nei panni di animali o di piante del bosco che raccontano o mimano le loro esperienze dopo una giornata di visita degli umani. Si possono magari porporre dei ruoli: fungo (i cui compagni sono partiti rinchiusi in sacchi di plastica), nocciolo (i cui rami rotti sono serviti per fabbricare le “brochettes”), gazza ladra (fiera di essere stata ammirata)…


COSA FARE IN UN GIORNO DI PIOGGIA? (cemea)

All'esterno (importante prepararsi correttamente alle uscite)

Osservare:

Giochi, attività

All'interno

Giochi

Attività


COSTRUIRE CON LA NATURA

Le “maquettes” (modellini) (cemea)

Il bosco offre un terreno meraviglioso per passeggiate, giochi, osservazioni, raccolte e numerose altre attività per ogni età, dai piccolissimi agli adolescenti. Una di queste numerose attività é appunto la creazione di maquettes. Il bosco offre tante possibilità, ma é necessario sapervisi muovere con attenzione per non rovinare la natura che in esso é contenuta. Non si puó tagliare tutto quanto si vuole, ma occorre saper scegliere dei materiali senza rovinare la vegetazione. L'attività delle maquettes non costa niente; il materiale é interamente fornito dalla natura (unico elemento estraneo possibile da usare é la corda). Solitamente questa attività nasce spontaneamente, ma é possibile guidare i gruppi di ragazzi in modo che non si stanchino troppo presto. Il monitore potrà stimolare adeguatamente il gruppo con dei temi adatti alle varie età.

Per maquettes si intende in sostanza la realizzazione di miniature con elementi naturali (legnetti, sassi, corteccia, fiori, foglie …).

Per questa attività sono necessari dei coltellini; é inutile proibire ai bambini di portarli, bisogna piuttosto insegnare loro ad usarli con estrema prudenza. Sono consigliabili dei coltellini con una sicurezza che fissa la lama, ma che permette nel contempo di ripiegarla per mettere il coltello in tasca.


Da tener presente: usando i coltellini ci si puó anche tagliare, é quindi necessario che il monitore porti sempre con sé del materiale sanitario per il primo soccorso.

Esempi di temi


CUCINARE CON LA NATURA

Questo è un tema delizioso quanto… delicato! Infatti prima di lanciarsi in un’attività di questo tipo l’animatore deve assicurarsi di avere delle conoscenze botaniche sicure per evitare problemi di intossicazione legati a un’identificazione erronea delle specie culinarie! Detto ciò, eccovi alcuni esempi di piante commestibili e alcune ricette facili e gustose!

In costruzione...


DISEGNO E NATURA

Quando ci si prepara per un’uscita nella natura è utile avere un quadernetto sempre a portata di mano, questo per potervi annotare tutte quelle osservazioni utili allo studio e alla comprensione dell’ambiente che ci circonda. Presto vi renderete conto che si prova un certo piacere e una soddisfazione sicura se oltre a scrivere delle impressioni o delle osservazioni aggiungiamo anche uno schizzo del posto in cui abbiamo pranzato o fatto il bagno, oppure ancora di una farfalla o di un fiore appena scoperti. Noi vi invitiamo quindi a praticare questa attività e vi diamo qui di seguito alcuni suggerimenti per sfruttare la tecnica del disegno e della pittura in natura o con la natura! Buon divertimento!

Pigmenti naturali

Si possono usare dei pigmenti naturali per svolgere svariate attività, dalla tintura della lana al semplice divertirsi dipingendo i sassi del fiume.

Qui diamo delle indicazioni su alcune piante tintoriali che funzionano molto bene per la tintura della lana o della stoffa. Naturalmente il processo, la durata dello stesso e l’eventuale aggiunta di sale, tartaro, ecc. dovrebbe venir sviluppato con degli specialisti o comunque farebbe l’oggetto di un corso completo di varie ore! Eccovi alcuni esempi:

Per svolgere altri tipi di attività come la pittura su carta potete usare vari tipi di terre, soprattutto quelle argillose o ferrose (rosso-marrone), o quelle ricche di materia organica (marrone scuro-nero), dei mirtilli o dei lamponi (o altri frutti dai colori vivaci), la cenere (grigio), cocci di mattonelle (arancio), il tutto ben macinato, rispettivamente schiacciato. Anche le carote o le barbabietole crude grattugiate danno dei bei risultati, come pure alcuni sassi e naturalmente il carboncino. L’aggiunta di pennellate di succo di limone può creare degli effetti speciali soprattutto su tinte blu-viola… provate! Perché non fare una ricerca e “inventare” la propria tintura naturale?

Per ottenere una pittura ancora più efficace potete preparare un “supporto” di base mescolando secondo le vostre esigenze:

In seguito mescolate il prodotto ottenuto con la vostra tintura di partenza. Per un risultato ancora migliore, una volta mescolato bene il tutto filtratelo attraverso una calza di nylon. A piacimento, diluire con acqua o schiarire aggiungendo yogurt. Attenzione, le pitture così ottenute non si conservano!!!

Trasformiamoci in animali

Truccarsi a vicenda per trasformarsi in animale.

Disegna la storia

Raccontare una storia e far disegnare le scene del racconto ai bimbi.

Indovina cos’è

Un bimbo descrive un oggetto o un animale che nasconde; gli altri devono disegnarlo sulla base di quanto da lui descritto.

La diversità dei colori naturali

Questa attività può essere svolta in diversi modi. Si può distribuire ai ragazzi dei cartoncini colorati e chiedere loro di partire alla ricerca di elementi naturali dello stesso colore, oppure stimolarli a cercare in natura almeno 10 colori diversi

Disegnamo il paesaggio

Rappresentare il paesaggio circostante sottoforma di cartina… magari del tesoro! Attraverso questa attività si può introdurre il concetto di interpretazione del paesaggio come pure fare un approccio alla topografia…


ESCURSIONI NOTTURNE

Punti forti per la riuscita di un’escursione notturna

Nascondino mimetico notturno

Il gioco si sviluppa al crepuscolo, nella tarda sera o di notte al bagliore della luna, dopo o prima di una passeggiata notturna. Il gruppo viene diviso in due squadre: i cacciatori e la preda. I membri della preda si nascondono in un tratto prestabilito del sentiero, cercando di mimetizzarsi il più possibile con la natura circostante. Dopo un po’ di tempo partono i cacciatori, rimanendo possibilmente tutti uniti, e muovendosi in assoluto silenzio. Quando passano davanti ad un nascondiglio senza accorgersi della preda mimetizzata questa esce e si unisce ai cacciatori. Le prede scoperte fanno lo stesso finché tutto il gruppo è nuovamente riunito. È importante badare a che il gioco si svolga in silenzio, anche per non disturbare eccessivamente gli abitanti del bosco.


FUNGHI E SPORE

Posando il cappello di un fungo maturo su di un foglio di carta, in un luogo caldo, otterrete il giorno seguente un disegno di spore. Per conservare questa immagine si può spruzzare il foglio con una lacca prima di posare il cappello.


GIOCHI SENSORIALI E GIOCHI... PER GIOCARE

Carta dei profumi

Si può anche osservare con il naso!!! Distribuite ai ragazzi un pezzo di lana e chiedete loro di delimitare un rettangolo per terra. In seguito dovranno sentire tutti gli odori su questa superficie e disegnare una “carta dei profumi” immaginando un nome per ogni odore scrivendo questo nome sulla carta. I ragazzi si scambiano poi i rettangoli e le carte e cercano di scoprire i profumi descritti dagli altri.      

Il nido d’aquila

Questa attività la si può svolgere se si è almeno in 6, ma più si è, meglio è. Cercare un posto adatto alla costruzione del nido, se possibile un terreno pianeggiante e libero da arbusti. Tutti si prendono per mano e formano un cerchio stretto, poi marcano con i piedi la loro posizione, in modo da lasciare una traccia evidente della forma del cerchio. In seguito si parte alla ricerca del materiale per la costruzione del nido: dapprima rami grossi, che verranno disposti per terra, sulla linea del cerchio, poi a questi rami seguiranno altri un po’ più fini che verranno sistemati sui primi e via dicendo fino ad un’altezza di circa 40 cm. A questo punto si ricopre il tutto di ramoscelli fini e magari anche di foglie morte, erba secca o felci, per maggior comodità! Questo lavoro può prendere una mezz’ora di tempo, ma il risultato è garantito! Attenzione però a non disturbare o distruggere la natura, in particolare, non tagliate rami da alberi o arbusti, non piazzate il nido in un posto cruciale per il passaggio della selvaggina!

Il piccolo angolo di natura personale

Così come il nido d’aquila può fungere da luogo di ritrovo di tutto il gruppo, l’angolo personale permette ad ognuno di stare tranquillo in ascolto, osservazione, lettura, riposo,… La scelta deve avvenire nel modo più spontaneo possibile, lasciandosi guidare dal proprio istinto, dalla propria voglia di scoprire e lasciarsi meravigliare. Vale la pena recarsi all’angolo personale in momenti diversi della giornata, proprio per assaporarne la bellezza, per apprezzare le sfumature della luminosità del giorno o la pace notturna sotto un cielo stellato e magari per scoprire anche le abitudini di certi animali. L’importante è rimanere in silenzio e fermi.

Pista a sorpresa (introduzione dei concetti di mimetismo e di adattamento)

Lungo un tratto di sentiero determinato l’animatore nasconde in modo mimetico 10-15 oggetti dicerso che non hanno niente a che vedere con la natura. Muniti di un quaderno e di una matita, e distanziati di alcuni metri uno dall’altro i bambini percorrono questo sentiero ed annotano discretamente gli oggetti che scoprono. Una discussione alla fine del gioco permetterà di introdurre i concetti di mimetismo e di adattamento.

Il bruco va a spasso

Bendare i bambini e sistemarli in fila indiana, in modo da formare un bruco: ogni bambino pone le mani sulle spalle di chi gli sta davanti. Il bruco si sposta adagio. L’animatore darà delle indicazioni lungo il percorso relative a cosa si può ascoltare, odorare, toccare. Più cose differenti incontrate sulla strada, meglio è. Ad un certo punto potete fermarvi, chiedere ai partecipanti di togliere le bende e di ritrovare il punto di partenza. Come complemento potete anche chiedere ai bambini di disegnare una mappa del percorso svolto, ricordando il più accuratamente possibile gli odori, i suoni e le sensazioni provate. Attenzione: le file di bruchi bendati siano al massimo di 6 elementi!

Pista cieca

Si tratta di una variante del bruco. I partecipanti bendati si lasciano guidare da una fune ma sono soli nella loro scoperta di suoni, odori sensazioni tattili. Si tratta realmente di un percorso misterioso, insolito, quasi incantato. Per offrire un percorso ancora più emozionante scegliete una zona che offra possibilità di esperienze diverse. Spunti: sentieri ombrosi in un bosco, camminare sopra tronchi caduti o su tappeti di muschio fresco; attraversare una pianura con il ronzio degli insetti e il calore del sole e poi rituffarsi nel bosco fresco e magari camminare al lato di un ruscelletto. Le foglie secche scricchiolano sotto i piedi o tra le mani, così come gli aghi secchi di pino o rametti caduti. La vegetazione umida offre un ventaglio di odori incredibili e passare le mani sull’erba bagnata di rugiada o tra la sabbia calda sono sensazioni uniche.

La preparazione di una pista cieca richiede un certo tempo. Elementi importanti: tema della passeggiata, varietà, mistero, ma anche sicurezza lungo il percorso. Per indicare ai partecipanti un punto specifico in cui bisogna ad esempio toccare il suolo, si può fare un nodo lungo la corda; per farli deviare brevemente dal percorso e toccare qualcosa un po’ più lontano, fissare una seconda cordicella alla fune principale (ad esempio per farli entrare in un tronco cavo) ecc ecc. Tenete sempre presente l’aspetto sicurezza, ricordandovi in particolare di verificare la presenza o assenza di fiori, bacche o funghi velenosi, così come di elementi che possano intralciare il percorso. Incoraggiate i partecipanti a restare in silenzio lungo il percorso.

Escursione in miniatura

Si tratta di una “passeggiata” seguendo una cordicella di circa un metro, posata sul terreno a casaccio. Invitate i partecipanti ad esplorare il percorso centimetro per centimetro, distesi per terra, a circa 20 cm dal suolo; date ad ognuno una lente d’ingrandimento ed invitateli a disegnare e a descrivere quanto incontrato lungo il percorso. Potete chiedere a loro di distendere la cordicella nel posto più interessante che riescono a trovare. Rimarranno sorpresi nello scoprire gocce di rugiada, ragni salterini, coleotteri dai colori metallici, stami e pistilli di fiori minuscoli,… una vera foresta in miniatura!

Contare i suoni

In un posto adatto a questa attività chiedere ai bambini di alzare i pugni e di contare ogni volta che sentono un nuovo suono. Al termine del tempo stabilito, intavolare una piccola discussione su cosa hanno sentito ed identificato. Fate loro osservare che certi suoni che hanno contato magari 10 volte in realtà si trattavano del canto dello stesso uccello,… Ai più grandicelli si può proporre di contare fino a 10 ma senza contare i canti di uccelli, per concentrarsi di più su altri rumori quali il brontolio dell’acqua di un ruscello, il vento tra le foglie, il canto dei grilli o i passi di un animale.

Variante: i partecipanti si mettono in cerchio e in silenzio ascoltano tutto quanto possono sentire. L'animatore guiderà l'attività attraverso alcuni stimoli verbali:

Mappa sonora

Si tratta di una variante dell’attività “contare i suoni”. Infatti qui non bisogna solo contare i suoni ma anche identificarne la provenienza e annotarli su di una mappa. Si possono annotare trascrivendo il suono (cra cra, sciuuuuu, piipiii,…) o disegnando l’animale o la sorgente del rumore (aereo, campane, gente gridando, vento tra le foglie,…). Un paio di consigli: chiedere ad ognuno di scegliersi un posto tranquillo, un po’ distante dagli altri; sulla mappa, indicare magari con una croce al centro la postazione del bambino, così che possa facilmente identificare il “davanti”, il “dietro a destra” o il “a sinistra” ecc. Per avere una dimensione spaziale ancora più realistica, invece di un foglio di carta dare ai bambini un palloncino gonfiato.

Gli oggetti raccontano la loro storia

Durante una passeggiata si trovano spesso degli oggetti inattesi: il manico rotto di un’ascia, una vecchia bici arrugginita, una scarpa morsicata da un topo, ma anche sassi bellissimi o funghi spaventosi…. Immaginate la loro storia: dove sono nati, la strada che hanno fatto per arrivare fin qui, quello che è successo lungo il cammino…, poi magari disegnateli e scrivete brevemente la loro storia. Si può anche dar loro un nome, dato che oramai sono diventati nostri amici.

Riconoscere un oggetto naturale tastandolo (sotto il telo)

Durante una passeggiata chiedere ad ognuno di raccogliere un oggetto naturale e di familiarizzarsi con esso toccandolo bene, scoprendone le particolarità. Ad un certo punto o alla fine della passeggiata, riunire tutti gli oggetti sotto un telo e poi chiedere ai ragazzi di ritrovare i proprio oggetto tastandolo sotto il telo. Nota: per gruppi piccoli, da 2 a 5 persone, chiedere magari ad ognuno di raccogliere almeno 3 oggetti naturali.

Il viandante silenzioso

Il gruppo è disposto in cerchio, con la schiena rivolta verso il centro. Un volontario – il viandante silenzioso – si pone al centro e cerca di avvicinarsi ad una vittima toccandola alle spalle senza farsi sentire. Se ci riesce scambia il posto con la vittima, che ora diviene viandante, se invece qualcuno del gruppo crede di aver sentito il viandante, alza la mano destra. Se è vero il viandante deve cercarsi un’altra vittima, altrimenti il testimone scambia il posto col viandante. Il viandante è tenuto ad avvicinarsi bene alla sua vittima e non è valido protendersi in avanti per toccare le spalle del compagno. Il gruppo deve fare silenzio assoluto.

Le sardine

Questo gioco è il rovescio del famoso nascondino!

Il gruppo determina un terreno a confini da stabilire. Un volontario va a nascondersi  e gli altri aspettano un po’ prima di andare a cercarlo. Chi lo trova si nasconde con lui e il gioco va avanti così finché tutti, come le sardine in scatola, si sono nascosti nello stesso posto.

Gli scoiattoli in gabbia

Attività che si può svolgere sia all’aperto che al chiuso, ma in locale molto ampio. Sparsi nello spazio di gioco, i partecipanti sono disposti a tre a tre: due si tengono per mano l’uno di fronte all’altro (la gabbia), il terzo è dentro (lo scoiattolo), tra le braccia. Un po’ appartato c’è un giocatore.

Il giocatore appartato racconta ad alta voce, in modo che tutti possano sentire, una storia. Quando pronuncia la parola “scoiattolo” le gabbie si aprono (i due giocatori che le formano lasciano cadere un braccio, in modo che un lato della gabbia si apra), gli scoiattoli escono dalle gabbie e cercano rifugio in un’altra. Durante questi spostamenti colui che raccontava la storia va ad occupare una gabbia vuota: uno scoiattolo rimane escluso e perciò toccherà a lui raccontare, per potersi reinserire nel ruolo di scoiattolo. Dopo alcuni minuti di gioco ricordarsi di permettere alle “gabbie” di giocare il ruolo di scoiattolo e viceversa!

Caccia al tesoro

L’animatore propone una lista di oggetti naturali che i bambini devono ritrovare nel bosco. Questa attività si può prolungare disponendo gli oggetti ritrovati su di un lenzuolo bianco; i bambini devono poi osservarli attentamente per un paio di minuti, dopodichè gli oggetti vengono ricoperti e bisogna cercare di ricordarli mentalmente o scrivendoli su di un foglio.

Scattiamo una foto senza macchina fotografica

Come fare una fotografia anche senza macchina fotografica? Come si fa a fare una foto che sia a nostra disposizione in qualsiasi momento, senza dover andare a cercarla dentro chissà quale mai cassetto, o in quale scatola o album ? Come fare ad avere una foto che anche fra cinquant'anni sarà sempre con gli stessi colori, e per niente deteriorata ? Ma è semplice, la facciamo con la nostra testa! Basta inquadrare bene quello che vogliamo fotografare, mettere a fuoco, senza tralasciare nessun particolare. Bisognerà quindi osservare attentamente, per alcuni minuti, quello che si vuole fotografare. Può essere un bel paesaggio durante una passeggiata, oppure il giardino che si vede dalla finestra, o ancora un albero o un prato; facciamo attenzione che tutto venga a fuoco e con la giusta esposizione. E poi... quando siamo pronti... si scatta: clic! Alcuni secondi per sviluppare la pellicola, ad occhi chiusi naturalmente, altrimenti, si sa, prende luce e non si sviluppa. Quindi voltiamo le spalle a quello che abbiamo fotografato e, senza più girarci, vediamo cosa è venuto nella fotografia. A volte la foto si osserva meglio ad occhi chiusi, così, senza distrazioni, si riesce a vedere ogni minimo particolare che è rimasto impressionato nella nostra pellicola dei cervello. Ognuno a questo punto può raccontare cosa è venuto nella sua foto: il paesaggio, i particolari, i colori, le luci e le ombre, i primi piani, gli zoom oppure i grandangoli, cosi a poco a poco si ricostruisce il paesaggio che è alle nostre spalle. Alla fine ci si rigira tutti e si osserva di nuovo per vedere se le nostre foto sono effettivamente fedeli oppure no.

Osservazioni: è interessante notare i diversi particolari e le diverse visuali da individuo ad individuo. E' un gioco divertente, e molto probabilmente, dopo una prima volta, saranno proprio i partecipanti a volerlo fare altre volte. Di volta in volta si noterà con piacere che la loro capacità di osservazione diviene sempre più sottile e acuta.

Variante 1: si può svolgere questa attività a coppie: uno dei due (il fotografo) sta dietro il secondo elemento della coppia (la macchina fotografica) che ha gli occhi bendati e appoggia le mani sulle spalle del compagno. Così facendo lo dirige verso un paesaggio o un dettaglio naturale che vorrebbe fotografare e dopo aver scelto il soggetto che lo interessa toglie la benda del compagno e “scatta la foto”. Spiegare ai partecipanti lo stesso metodo descritto qui sopra, in modo da ricordare nei minimi dettagli quanto osservato al momento dello scatto. Poi si ritorna al punto di partenza e a turni, in cerchio, le “macchine fotografiche” spiegheranno agli altri quanto fotografato, poi il fotografo confermerà se era esattamente quello che voleva fotografare.

Variante 2: attività da svolgere a coppie. I due stanno seduti schiena contro schiena, uno è munito di carta e matita, l’altro osserva un paesaggio o un particolare e lo descrive. Il suo compagno deve cercare di interpretare correttamente le descrizioni trasmesse e disegnarle sul foglio. Es: “nella mia foto in basso a destra ci sono dei sassolini e un ragno, al centro tanta sabbia e sulla sinistra dei ciuffi d’erba,…” oppure “in alto ci sono le montagne e in basso l’acqua del fiume,…”


OSSERVAZIONE DELLA FLORA

Galleria d’arte naturale

La natura è un’immensa galleria d’arte, ma spesso non ce ne rendiamo conto. Possiamo proporre ai bambini di posare dei riquadri (ottenuti da cartoncini di vario formato) attorno ad una pianta o ad un soggetto naturale che li attraggono. Si può in seguito proporre loro di “scattare una foto” (disegno bianco/nero o a colori) di questa opera per conservarne un ricordo. La stessa attività la si può proporre utilizzando dei riquadri di diapositive vuoti, ma questa volta usandoli quasi come finestrelle che focalizzano un soggetto interessante (a mo’ di spioncelli).

Ritrova l’albero

Distribuire ai ragazzi dei cartoncini con delle foglie d’albero sotto trasparente e una cordicella. I ragazzi devono ritrovare l’albero a cui la foglia appartiene e sospendervi il cartoncino. Se la prospettiva lo permette, si può anche proporre di disegnare la silouette dell’albero. A questo punto il ragazzo torna dall’animatore e si serve di un altro cartoncino.

Forma delle foglie

Per stimolare l’osservazione delle diverse forme delle foglie, preparare un certo numero di cartoncini con delle linee arrotondate, seghettate, … Distribuirli ai ragazzi ed invitarli a ritrovare nella natura una foglia che presenti lo stesso bordo.

Ricordare i nomi delle piante

Per questo esercizio si può giocare con i significati delle piante nel linguaggio poetico o con la loro utilizzazione in cucina o come pianta medicinale.

Abbraccia l’albero

Formare dei gruppi o delle coppie di partecipanti. Ogni gruppo benda uno di loro e gli altri lo conducono più o meno lontano dal luogo di partenza, presso un albero scelto in precedenza. Arrivati all’albero si chiede al partecipante bendato di conoscerlo bene, esplorandolo nei minimi particolari (corteccia, diametro tronco, base del tronco, rametti,…). Quando il partecipante ha finito l’esplorazione, lo si riconduce al luogo di partenza, ma per un percorso diverso dal precedente. Poi si toglie il foulard e si chiede di partire alla ricerca dell’albero esplorato. Attenzione! Guidare correttamente il compagno bendato! Dare le indicazioni corrette (abbassati, alza il piede, metti la mano in avanti…).

Le foglie d’autunno (cemea)

Attività da svolgere in autunno, quando le foglie sono ben colorate

Materiale:

Scopi dell’attività: stimolare un’osservazione precisa, cosciente e costruttiva della colorazione autunnale del fogliame e preparare i ragazzi alla classificazione delle varie foglie colorate. Capire le ragioni ed il senso della trasformazione delle foglie verdi in "foglie autunnali" che alla fine si staccano dall'albero; provare piacere a queste colorazioni autunnali. Interpretare le diverse manifestazioni che accompagnano il fogliame in autunno.

Durante una gita nel bosco, osservare con attenzione le colorazioni. Raccogliere delle foglie (eventualmente qualche rametto) e classificarle secondo le varie colorazioni, stabilire cioè (con i più grandi) una serie di diversi stadi di colorazione di una stessa specie di albero. Le foglie saranno pressate e, una volta secche, incollate su un cartoncino, o utilizzate per attività manuali o disegno (per esempio: collages, ecc.).

Può essere utile stimolare gli allievi all'osservazione con domande precise (per esempio: quali sono gli alberi già colorati e quelli no? Come avviene in un albero la colorazione? La caduta delle foglie? Dove cadono al suolo le foglie ancora quasi verdi? Dove restano più a lungo sugli alberi le foglie colorate? ecc.). Per gli allievi più grandi, formulare le domande per iscritto. E' utile saper distinguere un certo numero di foglie partendo dalla loro forma

Per lo studio di questo tema è importante che l'insegnante si adatti all'età e alle conoscenze dei suoi allievi. Durante la gita, ci si accorgerà che la colorazione avviene in modo diverso a seconda della specie alla quale appartiene la pianta (gruppi di colori: giallo, rosso-giallastro, rosso-violaceo, marrone e tinte intermedie). Gli allievi più grandicelli potranno osservare che alberi della medesima specie non si colorano nello stesso momento (esempio: margini della foresta o interno della stessa). Accennare al fenomeno della clorosi. I ragazzi più piccoli capiranno che preziose sostanze nutritive vengono a mancare: si ritirano nel "corpo" della pianta e saranno immagazzinati per il prossimo anno. Questo provoca l'ingiallimento delle foglie. Durante l'inverno dunque la pianta non riesce più a fornire acqua e sostanze nutritive a sufficienza provenienti dal sottosuolo (a bassa temperatura, le radici non possono pompare l'acqua dal suolo gelato e duro) quindi interrompe la sua circolazione, le foglie seccano e cadono. La caduta delle foglie deve essere considerata come un meccanismo di autoprotezione contro il disseccamento.

Le piante-bussola

Nel bosco i muschi che ricoprono gli alberi sono molto più abbondanti sulla parte del tronco rivolta a nord-est.


PER CONOSCERSI

Con i nomi delle piante

Ognuno scrive il proprio nome e accanto ad esso il nome di una pianta. In seguito ognuno cerca tra le piante altrui quella che meglio vive insieme alla propria, oppure quella appartenente alla stessa famiglia, o semplicemente quella che preferisce. Una volta scelta, si cerca la persona corrispondente alla pianta e ci si prende per mano formando gruppi, che raccontano a vicenda il motivo delle loro scelte.

Osservazioni: il gioco può anche essere usato come verifica dei livelli di conoscenza botanica, secondo criteri prescelti (classificazione, associazioni vegetali ecc.). Può essere utilizzato anche per formare gruppi composti da un numero preciso di membri (ad esempio 4 o 5).


SASSI E COMPAGNIA

Le famiglie delle rocce

Qui di seguito trovate delle brevi descrizioni delle 4 grandi famiglie di rocce. In modo semplice cerchiamo di introdurre un tema tanto affascinante quanto complesso. Questa parte teorica può essere naturalmente completata con degli esempi illustrativi di alcune rocce.

a.) La famiglia delle rocce magmatiche

b.) La famiglia delle rocce sedimentarie

c.) La famiglia delle rocce vulcaniche

d.) La famiglia delle rocce metamorfiche

Scoprire la presenza di calcare

In presenza di un docente: prevedere un flaconcino con HCl e per trovare la presenza o meno di calcare, lasciar cadere un paio di gocce sulla superficie del sasso. Se si forma una schiuma effervescente, il sasso contiene almeno un po’ di calcare!

Cerca il sasso che puzza!

Lungo il nostro fiume possiamo trovare dei sassi davvero speciali e birboncelli…. Sono bianchi, dal colore opaco, e se vengono picchiati uno contro l’altro puzzano davvero!


VERIFICARE NOZIONI APPRESE

Gufi e corvi

Dividete il gruppo in due gruppi uguali, i gufi e i corvi. Fateli allineare uno di fronte all’altro, a circa mezzo metro di distanza. Cinque metri dietro ciascun gruppo tracciate un’altra linea che servirà loro da rifugio o zona base. L’animatore fa un’affermazione ad alta voce e, se quello che ha detto è vero, i gufi si lanciano all’inseguimento dei corvi cercando di afferrarli prima che raggiungano il loro punto vase. Se invece l’affermazione è falsa, sono i corvi a inseguire i gufi. I giocatori che vengono presi devono unirsi all’altro gruppo.

A volte capita che i ragazzi non comprendano immediatamente se l’affermazione è corretta o meno: allora alcuni dei gufi e dei corvi si correranno incontro, mentre altri fuggiranno verso i rispettivi punti base. In questi casi l’animatore dovrebbe restare zitto e neutrale fino a quando i ragazzi si saranno fermati. Solo quando la confusione sarà cessata, potrà rivelare la risposta corretta e tutti torneranno ai loro posti.

Le affermazioni possono essere di tipo sensoriale, nozionistico, di osservazione o di identificazione.

Gioco di identificazione

Due squadre si trovano a distanza uguale da una parte e dall’altra di un lenzuolo bianco sul quale sono disposti vari oggetti naturali (o le foglie di vari alberi, in varie copie,…). Ogni giocatore riceve un numero. Quando l’animatore pronuncia un numero, i giocatori delle due squadre che hanno questo numero devono correre verso il lenzuolo per prendere l’oggetto indicato dall’animatore. La squadra che riesce a recuperare il maggior numero di oggetti corretti vince.

Che animale sono? Che pianta sono? (cemea)

Preparare vari cartoncini con la corda in modo che si possano poi appendere al collo dei partecipanti.
Sul cartoncino si disegna o si incolla l'immagine di una pianta o un animale conosciuto.
Poi l'animatore appende al collo di un partecipante un cartoncino senza mostrarglielo; il cartoncino non sarà appoggiato sulla pancia, ma sullla schiena del partecipante.
Quest'ultimo dovrà indovinare la sua nuova identità ponendo delle domande ai suoi compagni che potranno solo rispondergli: sì, no o non lo so .
Si può stabilire all'inizio un tempo massimo per scoprire la nuova identità.

Variante: se i partecipanti sono parecchi, si prepara un cartoncino per ognuno. Poi l'animatore del gioco appende al collo di tutti un cartoncino, senza mostrarlo all'interessato.

Al via tutti i partecipanti giocano, incontrandosi a due a due. Per ogni incontro si può fare una sola domanda all'interlocutore, che può rispondere solo sì, no o non lo so. Prima di lasciarsi per un nuovo incontro, si può tentare di indovinare la propria identità. Se é giusta, si pone il cartoncino sul davanti e si continua normalmente, finché tutti hanno scoperto la propria identità.

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