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Partiamo!

La zona golenale tra Moghegno e Lodano

La steppa Il fiume Il bosco Il tronco Il castagno Il ronco La spiaggia

Introduzione

Ogni postazione è rappresentata sotto forma di scheda riassuntiva che fornisce, oltre alle indicazioni necessarie per poterla ubicare lungo il percorso, anche una serie di informazioni di carattere storico, culturale e ambientale, piccole curiosità legate ad aspetti di interesse per la postazione e alcuni suggerimenti per attività da svolgere con dei ragazzi. Stiamo preparando anche una serie di proposte di letture che metteremo in rete appena possibile e un corredo di relazioni con il glossario, pure in costruzione. Avrete inoltre la possibilità di stampare le singole schede. Speriamo che questo materiale vi sia di utilità!


Schede didattiche alla scoperta del sentiero

Legenda:

Postazione Attività consigliate
Come raggiungere la postazione

Racconto
Storia - cultura - ambiente Visualizza immagini
Per saperne di più - curiosità


1. La Capèla du Punt e il ginepro d'orientamento

La cappella e l’ex campo da football sono raggiungibili a piedi scendendo dalla strada che collega Moghegno a Lodano in zona “Capela di Pii” o scendendo lungo la mulattiera che parte poco più in là

Il nome della stazione fa riferimento alla bella e spaziosa cappella con due arcate ad angolo e diversi dipinti ben conservati. È stata costruita sui resti della testa di un ponte che un tempo collegava il territorio comunale di Moghegno con quello di Maggia. Si racconta che prima della costruzione del ponte, questo fosse il punto in cui si prendeva il traghetto per passare da una sponda all’altra della bassa valle. La mulattiera proseguiva poi verso Aurigeno e saliva verso Dunzio, quando non si poteva ancora passare da Avegno a Ponte Brolla direttamente.
Situata al limite tra un grande prato (sfruttato d’estate da gruppi di campeggiatori) e il bosco. Possibilità di riempire le borracce. Scendendo dalla strada lungo il sentiero si attraversa un bosco misto con castagni, tigli, aceri, frassini, querce, faggi, abeti, e nel sottobosco cappelli di prete, biancospino,… Dietro la cappella in direzione di Lodano nel sottobosco ci sono persino arbusti sparsi di ginepro (una ventina di individui), situati in un bosco prevalentemente formato da faggi accompagnati da alcuni abeti, due dei quali dalle dimensioni rispettabili. Verso il fiume si riconoscono specie tipiche del bosco golenale o alluvionale con dominanza di salici.

Il ginepro è un buon indicatore geografico: se dovessero paracadutarvi per sbaglio e non avete più nessuna idea di dove vi troviate, basterebbe avere la fortuna di imbattervi in una pianta di ginepro. Osservate le foglie a forma di aghi: sulla faccia inferiore scoprirete una linea bianca, che corrisponde ad una linea di stomi. Questo vi indica che si tratta di un Juniperus communis, presente unicamente al sud delle Alpi qui in Svizzera. Se per contro doveste osservare due linee bianche, questo vi indicherebbe che vi trovate al nord delle Alpi!
Per non far torto agli zoologi ricordiamo che anche il colore delle salamandre vi può indicare se siete al nord o al sud delle alpi! Infatti da noi le salamandre sono nere con delle macchioline gialle mentre al nord delle alpi sono nere con delle strisce gialle. Per osservare questo simpatico animaletto il periodo migliore è quello dei funghi, nel mese di ottobre, in una giornata piovigginosa!

Posto ideale per parlare del bosco golenale e del bosco misto; osservare la grande varietà di bruchi (larve di farfalle o di coleotteri), rispettivamente di farfalle e altri insetti; la presenza del noce, del sorbo degli uccellatori, del frassino e della robinia permette anche di affrontare il discorso sulla diversità delle foglie e di introdurre il concetto di foglie semplici o composte.
Microzoo, abbraccia l’albero, conosci l’albero, ritrova l’albero, forma delle foglie, entrata nel bosco, ecosistema bosco, galleria d’arte naturale, le foglie d’autunno, carta dei profumi, mappa sonora,…


2. La spiaggia ristoratrice

Dietro la capèla du Punt, prendere il sentiero che va verso Lodano e seguirlo fino a raggiungere un gruppetto di rustici (Runch du Mássim) e poco dopo prendere il piccolo sentiero (non indicato, ma si vede che è transitato regolarmente) che scende verso il fiume.

Situata all’altezza del “Runch du Mássim”, bella spiaggetta con sabbia permanente, formata dalla particolare conformazione dell’alveo del fiume.

D’estate e d’autunno, ottimo terreno per l’osservazione dei serpenti d’acqua che fanno la loro comparsa per scaldarsi al sole e per scoprire numerosi insetti.
Vale la pena qui citare anche la presenza, lungo la tratta di fiume fino a Bignasco, di vari esemplari di airone cinerino, grande pescatore!! Contrariamente a quanto si pensa, questi non nidificano più in valle, ma si comportano come veri e propri pendolari che quotidianamente al mattino presto percorrono il tragitto fermandosi in varie stazioni lungo il fondovalle.
Al Ronch du Mássim è un ronco con una gra e due stalle trasformate in case di vacanza.

Parlare delle bisce d’acqua, delle loro abitudini, delle loro differenze; idem per gli insetti;
Galleria d'arte naturale; costruzione di “opere d’arte” con i sassi.


3. Il ronco sopraffatto dal bosco

Lungo il sentiero

Stiamo attraversando un bosco relativamente giovane, un tempo sicuramente era tutto ronco, ora formato principalmente da faggi con un corteo di altre piante tra le quali spiccano il nocciolo e il castagno. Queste specie necessitano di terreni abbastanza aperti e umidi per poter crescere bene, condizioni qui soddisfatte. Si osserva qua e là la presenza della robinia, e di alcuni salici, pianta, questa, tipicamente legata ai corsi d’acqua e caratteristica dei boschi alluvionali. Osservando in direzione del fiume si riconoscono bene il salice bianco e anche alcuni esemplari di piante esotiche quali la Buddleia davidii, l’albero delle farfalle. Il sentiero trascorre tutto il tempo su una terrazza alluvionale, l’ultima lasciata dall’antico corso del fiume.

La robinia (Robinia pseudoacacia) è un albero naturalizzato molto diffuso in Europa. Dopo essere stato introdotto inizialmente nei giardini botanici, ha cominciato ad espandersi grazie alla sua frugalità e capacità di formare germogli radicali. In particolare ricordiamo che è servita a consolidare il terreno lungo le prime vie ferroviarie, data appunto la grande capacità della robinia di sviluppare un sistema radicale molto fitto che impediva, ad esempio, lo smottamento del terreno. Nel frattempo ha soppiantato la vegetazione naturale su vaste aree! Attenzione: i semi, i frutti, le foglie e la corteccia sono velenosi e possono causare convulsioni e coliche!
Il salice ha dato il suo nome all’acido salicilico, una sostanza medicinale estratta per la prima volta allo stato puro dalla sua corteccia nel 19esimo secolo. Alla fine dell’800 il farmacista tedesco Felix Hoffmann, dipendente della ditta Bayer, intenzionato a trovare un medicinale che diminuisse i dolori reumatici del padre, modificò la struttura chimica dell’acido salicilico. Il risultato è stato una sostanza dal gusto acido e sabbioso, l’acido acetilsalicilico. La battezzò poi aspirina!

Ricercare e riconoscere i “carasc” nascosti dal bosco; parlare dell’attività contadina di un tempo;…
Microzoo, abbraccia l’albero, conosci l’albero, ritrova l’albero, forma delle foglie, ecosistema bosco, galleria d’arte naturale, le foglie d’autunno, carta dei profumi, mappa sonora, …


4. Il castagno saggio

Lungo il sentiero

Il castagno, figura imponente e maestosa, domina questo spazio.
Osserviamo che praticamente tutti gli alberi di una certa età, diciamo superiore ai 30 anni, sono colonizzati dall’edera, pianta rampicante innocua (non si tratta di un parassito, dato che non “ruba” le sostanze nutritive all’albero su cui si arrampica, semplicemente lo sfrutta come supporto e vi si arrampica grazie a delle radichette un po’ simili a dei ramponi) ma che raggiungendo dimensioni notevoli può anche, in certi casi, “strangolare” il suo sostegno, l’albero su cui si arrampica.

Il castagno può vivere facilmente fino a 400-500 anni. Pare che il castagno più longevo d’Europa si trovi a in Sicilia e superi i 2000 anni di età! Per saperne di più sulla longevità del castagno e sui castagni monumentali del canton Ticino consulta il sito http://www.wsl.ch/sottostazione/kastanien/distri_mappa-it.ehtml
Il castaagno ha svolto un ruolo fondamentale nella vita dei nostri antenati:
- il legno di castagno è di lunga durata, semi duro, poco sensibile alle variazioni di umidità e di temperatura, è molto usato per la costruzione di travi, tavoli, mobili, ha poco valore come legna da ardere;
- le castagne erano chiamate “il pane dei poveri”, ma costituiva in realtà un prezioso alimento da cucinare in mille modi (bollite, al fuoco, farina di castagne e fiáscia,…);
- le foglie venivano usate per lo strame nelle stalle,…
Scoprite la ricetta della fiàscia!
A Moghegno si può osservare una grà ancora funzionante. Per informazioni riguardanti il “carico della grà” o la visita con le classi rivolgersi direttamente al CNVM.

Discussione sull’edera, citare altre piante rampicanti e differenziarle da quelle parassite (ad esempio il vischio); importanza del castagno per la passata civiltà contadina, riassumere i vari impieghi del castagno (cibo, strame, legname,…); longevità del castagno, castagni monumentali;
Abbraccia l’albero, il bruco va a spasso, ecosistema bosco


5. Il tronco morto più vivo che mai

Lungo il sentiero

Un tronco qualsiasi, che si trova qui per caso, dall’apparenza triste e abbandonata, inutile, che magari intralcia anche il cammino di alcuni ricercatori di funghi… ??? Ebbene no. Questo è un Signor tronco, è la casa di tanti animali e la fonte alimentizia di tanti altri, oltre che offrire supporto per vari funghi e altre forme di vita vegetale. Prima di cadere magari è rimasto lungo tempo in piedi ed è stato molto utile ai picchi, molto noti per il loro tipico tamburellare ritmico. Questa intensa attività non serve solo a scavare buchi alla ricerca di larve di insetti, ma permette loro anche di marcare il territorio. Chi vive con il signor tronco? Muschi, licheni, funghi, larve di insetti o insetti adulti; magari anche certi serpenti vi possono trovare rifugio.

Un tronco caduto viene attaccato anche da una serie di microorganismi decompositori, da esseri, cioè, che funzionano come impianti di riciclaggio della materia. Sono loro, infatti, che “digeriscono” la materia organica morta e che la restituiscono alla terra sotto forma di sostanze nutritive, che verranno poi di nuovo riutilizzate dalle altre piante e reintrodotte nella catena alimentare.
Il legno, una materia prima che ricresce: il legno è una delle poche materie prime della Svizzera! Continua a crescere costantemente ed è disponibile anche nei periodi di crisi.

Parlare dell’utilità di non togliere da un bosco gli alberi caduti! I picchi, le loro caratteristiche, le varie specie presenti da noi.
Il microzoo, escursione in miniatura


6. Il bosco di tiglio

Lungo il sentiero

Bosco di tiglio selvatico (Tilia cordata) su terreno “giovane” da detrito di falda. Malgrado il nome di "giovane", questo viene considerato un bosco maturo. Il tiglio, dalle caratteristiche foglie a forma di cuore, fiorisce a giugno-luglio. Verso sera il profumo dei fiori è più intenso e il nettare molto più dolce. Alto fino a 30m. Le “ali” dei frutti permettono una disseminazione a lunga distanza dall’albero. Il tiglio può raggiungere i 1000 anni di età.

I fiori di tiglio sono stati utilizzati contro le vertigini e l’epilessia, le foglie e la corteccia per uso interno come diuretico e stimolante della mestruazione, per uso esterno per impacchi ed i semi contro le emorragie dal naso. La medicina popolare adopera il tiglio come diuretico, antispastico, stimolante dell’appetito e digestivo nonché come calmante.
Scoprite una ricetta gustosissima: la gassosa della nonna Maria!

Caccia al tesoro, immedesimarsi nella natura, memory naturale


7. Il fiume maestoso

Osservare attentamente il percorso sulla cartina, perché il sentiero è poco visibile, scende verso il fiume prima di attraversare un ruscello e poi raggiungere una piattaforma artificiale

Un punto ideale per lasciar correre lo sguardo e i pensieri… l’immagine che si presenta ai nostri occhi magari già un po’ abituati alla penombra del sottobosco è imponente: il fiume, il greto, le spiagge, il bosco, le montagne sono lì a due passi, e ci salutano. Non è da stupirsi se questo angolo di paradiso sia stato scelto anche da… alcuni originali del naturismo! Ma noi vi troviamo regolarmente anche delle curiose “opere d’arte”, delle statue al naturale costruite da mani ignote ma da occhi attenti!

Osservate il lavoro erosivo del fiume! Mentre di qua con il suo scorrere perpetuo si fa strada “rubando” il terreno, di là deposita del materiale e appare il greto nudo.
A due passi da lì, attraversando il torrente in direzione di Lodano, si può apprezzare una bella e accogliente spiaggia.

Qui si potrebbe approfittare per affrontare anche il discorso degli sfruttamenti idroelettrici, parlando di alcune particolarità del fiume Maggia (portata massima, minima, media, grandi alluvioni,…)…
Galleria d’arte naturale, cerca il sasso che puzza, scattiamo una foto senza macchina fotografica, scoprire la presenza di calcare,…


8. La steppa valmaggese

La “steppa valmaggese” ricopre tutta la zona che si estende tra il torrente e l’entrata di Lodano, poco prima di raggiungere il ponte. La si raggiunge continuando dalla postazione 8 in direzione di Lodano oppure partendo da Lodano, all’entrata del paese (dove sono stati effettuati i lavori di ripristino di alcune lanche). È attraversata da un sentiero poco marcato e che a volte si perde, quindi questa è una stazione che consigliamo solo a chi se la sente di fare un po’ come Robinson Crusoé!

Abbiamo volutamente denominato come “steppa” questa zona, senza troppi eufemismi. Il visitatore se ne renderà conto velocemente. Si viene infatti catapultati in un ambiente xerico, molto arido e aperto, su suolo sabbioso, coperto solo in parte dalla vegetazione, che in caso di piene del fiume l’innalzamento della falda freatica ricopre di varie chiazze d’acqua stagnante. Contraddistinto da formazioni pioniere a Calamagrostis epigeios, Salix elaeagnos, Epilobium dodonaei con varie colonie di Artemisia campestris ed alcuni tappeti di Gypsophila repens che dimostrano la tenacia dei vegetali nel proteggersi dalle alluvioni. Dall’aspetto curioso sono le formazioni a Rhacomitrum canescens con la presenza di “bonsai” naturali di Picea abies, Juniperus communis e Pinus silvestris. Molto caratteristici di queste zone aride dal suolo molto drenante sono pure gli estesi tappeti di muschio.

Posto ideale per cercare la lepre! Probabilmente però prima di scorgere l'animale ne ritroverete alcune tracce facilmente riconoscibili: i suoi gabinetti! Certo, non è un animale sporcaccione! Di solito sceglie un posto per i suoi bisognini e lo mantiene per un bel po'...
Ma non è l'unico animale a lasciare le tracce: soprattutto dopo una giornata piovosa sarà molto facile scorgere impronte di altri animali quali cerbiatto, cervo o tasso, ad esempio.

Galleria d’arte naturale, disegno e natura, le maquettes, le impronte; scattiamo una foto senza macchina fotografica