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Gli ambienti - Gli ambienti agricoli

Le attività agricole hanno influenzato fortemente il paesaggio della Vallemaggia. Malgrado queste attività si siano fortemente ridotte in questi ultimi decenni, possiamo ancora trovare numerose testimonianze, passate e odierne, di vita contadina che arricchiscono il patrimonio naturalistico e culturale della nostra regione. Impossibile elencare in modo esaustivo questi elementi e descriveremo pertanto unicamente alcuni ambienti interessanti che sono stati creati dall’uomo.

I muri a secco
I prati magri
Le siepi

I muri a secco

I muri a secco sono uno degli elementi del paesaggio agricolo che possiede un particolare interesse storico, culturale e naturalistico; storico-culturale, perché rappresentano una preziosa testimonianza di un mondo contadino che ha saputo costruire con pazienza e abilità incredibili delle strutture in sasso che ancora oggi sono funzionali. Naturalistico, perché visto che i sassi che formano il muro a secco non sono cementati tra loro vi si possono formare numerosi buchi e fessure che offrono ambienti ideali per tutta una serie di piante e animali. Pensate che su 2 mq di muro a secco possono venir trovate addirittura 30-40 specie.

Questi ambienti vanno quindi conservati e protetti! Evitate che il bosco li invada o che vengano distrutti per far spazio ad una agricoltura intensiva. Interessanti progetti di recupero e valorizzazione di terrazzamenti con meri a secco sono d esempio in corso a Linescio, condotti dall’APAV.

I prati magri
I prati magri - spesso chiamati anche prati secchi – sono ambienti di grande interesse naturalistico per la ricchezza di specie animali e vegetali che ospitano e meritano quindi una particolare attenzione.  Questi prati si trovano in ambienti particolarmente secchi e possiedono un suolo povero in nutrimenti e spesso poco profondo. Malgrado queste condizioni ci possano far credere che questi prati siano popolati da pochi essere viventi,la realtà dei fatti dimostra proprio il contrario.  Un prato magro falciato in periodi non troppo ravvicinati, ospita mediamente ca. 40 specie su 100 mq, mentre un prato fortemente concimato ne ospita mediamente meno di 20. Certamente, il prato magro ha una produttività (biomassa) molto minore rispetto a quello ingrassato, ma le specie vegetali che ci possono vivere sono più numerose perché nessuna diventa troppo competitiva verso le altre.

Questo tipo di ambiente, di particolare interesse naturalistico, è divenuto raro su tutto il territorio svizzero e risulta perciò protetto integralmente dalla legge. Pensate che negli ultimi decenni, più del 90% dei prati magri sono scomparsi! In questi ambienti pregiati vivono spesso animali e piante rari e minacciati e quindi la loro conservazione diventa molto importante. Le orchidee sono tra queste!

Nel tratto di fondovalle valmaggese tra Ponte Brolla e Bignasco sono stati censiti 24 prati magri (Inventario dei “prati secchi” del Cantone Ticino, IPS, del 1986).

Le siepi

Siepe strutturataPensando ad una siepe molti penseranno sicuramente ad una siepe di tuya o di lauroceraso, quelle insomma che siamo abituati a vedere davanti ai giardini di casa. Questo tipo di siepe non è però interessante dal punto di vista ecologico: infatti uccelli, mammiferi, insetti, rettili... non trovano in questo ambiente un habitat adatto, ad esempio perché mancano nutrimenti e una struttura diversificata. Queste siepi, composte spesso da una sola pianta dominante, sono interessanti forse unicamente per l’uomo, che le utilizza spesso semplicemente per fare da separazione, da confine. Alcuni privati hanno però già capito che siepi con essenze indigene sono più interessanti.


In natura possiamo invece trovare splendidi esempi di siepi che sono composte da numerose specie di piante indigene. La ricchezza di una siepe - in specie e microambienti -  è massima quando presenta un importante strutturazione, ossia quando è composta da uno strato di erbe alte, da un doppio strato arbustivo compatto (uno superiore e uno inferiore che variano tra 1-5 m di altezza) e da singoli alberi maestosi spaziati tra loro. Se poi questa siepe è anche bordata da una striscia di vegetazione erbacea di circa 3 m tagliata unicamente 1 volta all’anno, allora la situazione diventa ideale.

Così composta una siepe può presentare in Vallemaggia ca. 80-110 specie di piante su una striscia di 500 m lineari. Queste specie vegetali sono accompagnate da una moltitudine di animali, grandi e piccoli che utilizzano la siepe come rifugio e come fonte di nutrimento. Gli animali occupano le siepi con precise regole, dato che ogni specie ha bisogno di determinate condizioni ambientali per vivere. Le siepi svolgono inoltre un importante ruolo come via di comunicazione per gli animali tra differenti ambienti.

Purtroppo, soprattutto in pianura dove l’agricoltura è diventata sempre più intensiva e dove spesso ampie zone verdi sono sacrificate per costruire case e strade, le siepi sono divenute assai rare. Oggigiorno si sta cercando di stimolare le persone, in particolar modo i contadini e gli agricoltori, a piantare delle siepi lungo i propri campi. Così facendo si favorisce enormemente la ricchezza specifica (biodiversità) di una zona. In Vallemaggia non vi è questo problema e troviamo spesso siepi molto interessanti e ricche di specie. 

Ricci, farfalle, coleotteri, pipistrelli, serpenti, rane e rospi, topolini e arvicole, uccelli, ... dipendono spesso dalla presenza e dalle qualità delle siepi. Abbiatene cura.

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