Centro Natura Vallemaggia

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Gli ambienti - La zona golenale

    L’alveo del fiume
    Greti nudi
    Greti con vegetazione pioniera
    Greti con vegetazione xerofila
    I boschi golenali
    Lanche, stagni e ruscelli

La zona golenale si forma dove vi è un incontro tra le acque correnti e la terra ferma. Esse si trovano quindi lungo i corsi d’acqua, e a volte sulla riva dei laghi, che sono periodicamente o occasionalmente inondati e dove le radici delle piante sono temporaneamente raggiunte dalle forti fluttuazioni della falda freatica. In Vallemaggia abbiamo proprio un esempio di paesaggio golenale particolarmente pregiato, tanto da venir considerato tra le più importanti a livello europeo.

Si tratta di spazi naturali selvaggi che devono la loro straordinaria ricchezza biologica all’alternanza di siccità, inondazioni, erosione e alluvionamento (accumulo di detriti depositati dai corsi d’acqua nei punti in cui diminuisce la velocità della corrente). Quando il fiume è in piena, spesso il suo letto cambia e l’acqua invade zone in cui prima era assente, con la conseguenza che il paesaggio si rinnova in continuazione. Spazi vitali molto diversi tra loro vengono a trovarsi l’uno accanto all’altro, come zone ghiaiose, boschi golenali, bracci morti, pozze d’acqua temporanea,... Da questi ambienti variegati dipende un numero impressionante di organismi viventi.

Il tratto della Vallemaggia tra Cevio e Ponte Brolla, in particolare tra Riveo e Giumaglio, viene oggi considerato come il paesaggio alluvionale più selvaggio di tutta la Svizzera. Altri tratti del fiume Maggia possiedono zone golenali di estrema importanza, come tra Sabbione e Sonlerto in Vale Bavona e tra Broglio e Prato-Sornico in Lavizzara.

     Un ecosistema modellato dall’acqua
     Un’eccezionale biodiversità
     Un ecosistema minacciato

Un ecosistema modellato dall’acqua

Le fluttuazioni giornaliere e stagionali della portata dei corsi d’acqua, così come anche le piene eccezionali, contribuiscono a creare i tre principali spazi vitali all’interno delle zone golenali.

Greto nudo a Someo1. I greti nudi, i greti con vegetazione pioniera e i greti con vegetazione amante del secco (xerofila). Rientrano nella prima fase di colonizzazione. Il letto principale del corso d’acqua (chiamato anche alveo)  è spesso modificato dall’azione dell’acqua e dal materiale solido che essa trasporta. La forma naturale di un corso d’acqua di pianura che può scorrere liberamente è a forma di “treccia”, con numerosi piccoli bracci laterali che si diramano dal corso d’acqua principale. Le zone più vicine all’acqua subiscono sovente delle inondazioni durante le piene. I sassi e la sabbia del greto vengono mossi e portati via. Su questo greto la vegetazione che riesce a svilupparsi fra due piene è formata da piante particolari chiamate specie erbacee pioniere capaci di reinsediarsi ogni anno e da macchie di salice.

Bosco golenale2. I terrazzi alluvionali vicini al letto principale sono dominati dai salici o dagli ontani. Questa zona è meno soggetta all’influsso dell’acqua e pertanto è più stabile. Questo permette lo sviluppo di boschi pionieri denominati boschi golenali a legno tenero. Gli alberi che vi vivono sono caratterizzati da una crescita rapida. Troviamo ad esempio i boschi a Ontano bianco, e quelli a Pioppo nero e a Frassino.

3. Nelle parti più distanti dal corso d’acqua, come pure sui terrazzi alluvionali più alti ma ancora influenzati dalla falda freatica, si installano dopo anni o decenni di stabilità le foreste di frassino, di acero, d’olmo o addirittura di faggio, quercia, castagno o abete rosso. Tali boschi detti a “legno duro” si caratterizzano per la dominanza di alberi dal legno relativamente duro e resistente, come ad esempio la Quercia.


Un’eccezionale biodiversità

L’età degli ambienti (periodo trascorso dall’anno in cui sono stati creati o in cui hanno subito un rinnovamento a causa di una piena), il grado di umidità, la struttura del suolo e la ricchezza di elementi nutritivi si combinano e costituiscono un mosaico complesso di ambienti differenti e diversificati. Le zone golenali della Svizzera ospitano circa 1'500 specie di piante, quasi la metà delle specie vegetali del nostro paese e questo sua una superficie di appena lo 0.25% di quella nazionale! Anche la diversità della fauna non è da meno di quella della flora: farfalle, libellule, cavallette, anfibi, pesci, nonché numerosi uccelli, mammiferi e rettili sfruttano gli ambienti della golena, trovandovi rifugio, nutrimento e luoghi di riproduzione.


Un ecosistema minacciato

Da secoli l’uomo corregge i corsi d’acqua, lotta contro le inondazioni: per proteggersi, per proteggere i suoi beni, per guadagnare terre coltivabili. Oggi, in Svizzera, i corsi d’acqua che sono rimasti allo stato naturale, non presentano più una vera minaccia: anzi si cerca di valorizzarne il loro importante ruolo, se ne apprezza la ricchezza e la bellezza.

Nel corso degli ultimi due secoli, al fine di promuovere lo sviluppo economico di vasti territori svizzeri e di cercare di garantire la protezione delle zone abitate, si era proceduto a numerose correzioni di corsi d’acqua. La maggior parte di essi sono così stati incanalati, costretti tra mura di cemento e separati dal resto del paesaggio circostante. Questi ambienti si sono banalizzati a tal punto da non garantire più le condizioni ecologiche necessarie a numerose specie animali e vegetali tipici delle zone umide. L’ambiente si è impoverito. La Svizzera conta una rete di circa 65'000 km di corsi d’acqua. Di questi, solo il 10% si presenta ancora allo stato naturale. Le zone alluvionali stanno scomparendo in Svizzera, come del resto in tutta Europa. L’acqua che scorre nei nostri fiumi è generalmente di buona qualità. Purtroppo la Svizzera scende ai fanalini di coda a livello europeo per quanto riguarda lo stato naturale dell’alveo e delle sponde dei corsi d’acqua. Il sistema fiume è complesso, e la sua funzionalità ecologica, idrica e paesaggistica dipende strettamente da tutte le sue componenti, dall’acqua alle strutture che lo compongono.

Per fortuna, il fiume Maggia ha mantenuto gran parte delle sue caratteristiche naturali, grazie soprattutto al mantenimento della sua eccezionale dinamica alluvionale.

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