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Gli ambienti golenali - l'alveo del fiume

L’alveo - viene anche chiamato letto del fiume - rappresenta la parte del fiume dove la falda freatica è visibile in superficie. La forma dell’alveo di un corso d’acqua è molto importante perché condiziona l’offerta di ambienti per gli organismi viventi. In Vallemaggia il fiume ha ancora su lunghi tatti la possibilità di scorrere liberamente. Si pensi invece ad un corso d’acqua che è stato interamente lastricato e incanalato: in questo caso l’alveo risulta molto monotono, privo di ogni struttura (come sassi, ciottoli e radici) che possa offrire protezione e rifugio agli organismi viventi.

Foto dall'alto del fiume Maggia


Nel fiume vivono numerosi organismi viventi. Non solo pesci ma anche insetti come le Effimere, i Tricotteri (Portabrenta), i Plecotteri,... oppure uccelli come il Martin pescatore o il Merlo acquaiolo dipendono direttamente dal fiume e dai suoi abitanti.

L’importanza del fiume…

…per il mantenimento di un golena sana
Grazie alla debole pendenza della zona alluvionale, il fiume assume per i 23 km tra Bignasco e Ponte Brolla un tipico andamento a treccia, ciò che sommato al suo regime torrentizio e violento rappresenta il fattore di maggiore importanza nel mantenimento di un quadro alluvionale dinamico e variato. Infatti, sebbene il fiume in quanto tale non sia di per sé particolarmente ricco in numero di esseri viventi, direttamente da esso dipende la grande varietà di ambienti (banchi di sabbia, scarpate dove l’acqua erode il terreno, pozze d’acqua, …) creati dalla continua azione dell’acqua. Ad ogni alluvione, l’acqua distrugge, modella, crea le golene e gli isolotti di ghiaia e sabbia. I greti nudi, quelli a vegetazione pioniera e quelli secchi, così come i boschi alluvionali e quelli golenali umidi costituiscono ambienti la cui esistenza è strettamente legata ad una dinamica alluvionale naturale. Anche tratti di fiume in Valle Bavona (a Sonlerto e Ritorto ad esempio) e in Valle Lavizzara (tra Broglio e Prato Sornico) presentano condizioni particolarmente interessanti e pertanto godono di attenzione particolare anche dal punto di vista della protezione.

…per la formazione della falda freatica
Prima di tutto, la falda freatica è un’importantissima riserva di acqua sotterranea che in alcuni punti è visibile in superficie dando vita a quello che noi chiamiamo fiume.
Normalmente, per quanto riguarda il fondovalle valmaggese l’approvvigionamento della falda freatica avviene lungo il breve tratto di fiume che si trova tra Bignasco e Someo, mentre da Someo a Avegno il fiume scorre al di sotto del livello di falda e quindi agisce in modo drenante.

Riflessi d'acqua


La situazione cambia invece notevolmente in caso delle tradizionali “buzze”. L’importante ampiezza del greto favorisce l’approvvigionamento di questa riserva di acqua durante i periodi di piena. Infatti, la quantità di acqua presente nella falda freatica dipende essenzialmente dalla velocità con cui l’acqua riesce a filtrare nel suolo e dall’estensione della superficie che lascia filtrare quest’acqua. Siccome durante i periodi di piena il fiume Maggia può scorrere per buona parte al di sopra del livello della falda freatica e, là dove è possibile (Cevio-Giumaglio, Maggia-Lodano), invadere una porzione di alveo estremamente più stesa di quella occupata in periodo di magra (il rapporto tra i deflussi minimi e quelli massimi è di 1:7000), la superficie sulla quale l’acqua può infiltrarsi aumenta in modo considerevole. Infine, piene e alluvioni rimescolano sino a 1 metro di profondità i sassi e i ciottoli dell’alveo impedendo che si accumuli del materiale argilloso, che renderebbe impermeabile alcuni tratti e quindi sarebbe di ostacolo alla penetrazione dell’acqua in profondità.

Tratto da: Studio naturalistico del fondovalle valmaggese. Memorie della STSC Vol III. 1993

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